Foligno, il vescovo Sigismondi: "La fantasia della carità supera sempre i confini"

Diversi gli argomenti toccati dal vescovo di Foligno nell'incontro con i giornalisti: dalla Diocesi al presidente della Repubblica, passando per il Papa, la crisi economica e la questione dell'accoglienza

Il vescovo Sigismondi incontra i giornalisti

Una tradizione alla quale il vescovo di Foligno Gualtiero Sigismondi non si vuole più sottrarre. Anche quest'anno, nei giorni che seguono alle celebrazioni per San Francesco di Sales (Patrono dei giornalisti e della stampa), il vescovo folignate ha voluto incontrare i media locali per parlare a trecentosessanta gradi. Dalle questioni che riguardano più da vicino il territorio di competenza della Diocesi, ai fatti d'Italia e non solo: Gualtiero Sigismondi non si sottrae mai alle domande dei giornalisti, con una mano sempre tesa al dialogo. Si parte dalle parole forti utilizzate dal vescovo in occasione dell'omelia di San Feliciano, quando Sigismondi ha toccato la questione del martirio e dei kamikaze. “I kamikaze non sono martiri ma criminali con pulsione suicida, il martire è tutt'altra cosa: è sempre disarmato, ama, non odia” aveva affermato il vescovo. A pochi giorni di distanza, si ritorna a parlare dello stesso argomento: “il mio riscontro è stato qualche incontro in piazza e diverse mail. Non ho ricevuto opposizioni anche se qualcuno mi ha detto che su Facebook c'è stata qualche reazione ma non lo leggo quindi non saprei dire. Le persone hanno comunque accolto positivamente le mie parole, che avevo studiato con cura – spiega Gualtiero Sigismondi – la festa del Patrono era un'occasione ghiotta per difendere il termine martirio e per far sentire il corale abbraccio della nostra Chiesa verso i fratelli che stanno vivendo ciò che ha vissuto San Feliciano”. E proprio al termine della sua omelia, il vescovo aveva parlato anche della questione dei migranti: “l'integrazione deve essere un'esperienza di vera accoglienza, senza ignorare la nostra identità culturale. Quando sento dire che in alcune scuole la percentuale dei migranti è sproporzionata e c'è paura di fare il Presepe, vuol dire che non c'è più integrazione ma solo una sistemazione. Sotto questo punto di vista il lavoro della Diocesi e della Caritas credo siano interessanti ed è un segno profetico. Non a caso per San Feliciano abbiamo anche inaugurato l'esperienza dell'Arca del Mediterraneo. Allarghiamo l'orizzonte fuori i nostri confini diocesani. La fantasia della carità supera sempre i confini ristretti del proprio cerchio”. CRISI ECONOMICA – La discussione non poteva poi toccare anche il dolente tasto legato alla pesante crisi economica che sta colpendo anche Foligno. “La situazione rimane pesante, perché molte persone si rivolgono alla Caritas per chiedere il pagamento delle utenze e non solamente per chiedere da mangiare – sottolinea il vescovo Sigismondi – ci sono dei segnali di inversione della rotta, ma sono ancora tantissime le persone che hanno bisogno di aiuto e facciamo fatica a rispondere a tutte le richieste”. RIORGANIZZAZIONE DELLE DIOCESI – Nelle scorse settimane nelle pagine di alcuni quotidiani nazionali e locali era stata rilanciata l'ipotesi di una riorganizzazione delle Diocesi. Ipotesi che toccherebbe anche l'Umbria: “di vero c'è che il Papa ha chiesto più volte la loro diminuzione, ma ancora non è stato elaborato nulla. Certamente si dovrà fare, ma i piani dovranno essere presentati dalle Conferenze Episcopali. Una riorganizzazione vedrebbe meno campanili e più comunione da parte dei territori, ma tutto ciò non deve essere a danno dell'evangelizzazione. SERGIO MATTARELLA – Durante la conferenza stampa è in corso l'elezione del presidente della Repubblica: “Se fosse Mattarella esulterei per il suo rigore morale. Al Colle ci vuole una figura aldilà di qualsiasi sospetto ed il rigore morale diventa un simbolo”. UN GENNAIO DA INCORNICIARE – Il pensiero va poi al gennaio dello scorso anno, quando in pochi giorni si concentrarono tantissimi eventi per la comunità folignate, come il ritorno “a casa” della Madonna di Foligno di Raffaello e le celebrazioni per la canonizzazione di Angela. “Se lo avessimo programmato non sarebbe stato tutto così bello – afferma Gualtiero Sigismondi – è stata un'esperienza bellissima e sono consapevole del fatto che si è toccato un punto altissimo. Sono momenti come quelli però che ci devono far respirare anche la bellezza della vita ordinaria”. PROGETTI FUTURI – Nella conferenza stampa di fine anno, il Comune di Foligno aveva parlato di vari progetti pronti per essere portati avanti in collaborazione con la Diocesi di Foligno, come la possibilità di far visitare maggiormente il monastero di Sant'Anna e l'apertura del passaggio tra il museo comunale e quello diocesano. “C'è la volontà di abbattere il diaframma che separa i due complessi ed in questo periodo si sono moltiplicati gli incontri informali con l'amministrazione comunale – sottolinea il vescovo di Foligno – l'idea di collegare i due musei sta prendendo forma. Per quanto riguarda il monastero, da quando ha ospitato lo scorso anno la Madonna di Raffaello è diventato un importante luogo di visita con numeri in continuo aumento. In questo caso però, è giusto studiare la soluzione più appropriata”. QUINTANA E MARIANI – Sempre in tema di vita cittadina, Sigismondi non si sottrae nemmeno ad un suo personale parere sulle elezioni dell'Ente Giostra: “il dialogo è importante ed è giusto che si discuta anche, ma senza mai arrivare a delle fratture”, con il vescovo che poi parla anche della riconferma del dottor Mariani all'interno della Usl2 dell'Umbria: “appena ho appreso la notizia ho esultato. Sono contento che questa vicenda abbia avuto questo esito perché Mariani sarebbe stata una vera perdita. Quando sono arrivato a Foligno, sono rimasto stupito nel vedere all'ospedale molti degenti anche da Perugia. Tutto ciò testimonia le sue capacità e quelle del suo staff”. LA CHIESA – Dalle parole di Papa Francesco nel suo viaggio in Asia alle nuove vocazioni sacerdotali a Foligno, lo sguardo di Sigismondi è puntato anche sulla Chiesa: “il Papa ha la grande abilità di riuscire a parlare non solo con le parole ma anche con i gesti. Le sue, a volte, sono belle provocazioni anche per noi vescovi – spiega – Per quanto riguarda Foligno invece, la bella notizia è che da un anno a questa parte stanno crescendo le vocazioni sacerdotali ed attualmente abbiamo tre ragazzi in cammino”. FOLIGNO – Dopo diversi anni alla guida della Diocesi di Foligno, che idea si è fatto Gualtiero Sigismondi di questa città? “Di Foligno mi ha meravigliato la ricchezza del tessuto sociale e lo spettacolo della pietà popolare. C'è grande vivacità culturale. A volte, però, qualcuno non riesce ad andare oltre il raggio d'azione assicurato dal suo campanile”. SPELLO, VALTOPINA E LA MONTAGNA – Ma la Diocesi di Foligno non è solo il suo centro cittadino: “Spello è una perla culturale ed ogni volta che ci vado sono disarmato dalla sua bellezza. Valtopina invece è un polmone verde straordinario. Per quanto riguarda la montagna di Foligno, anche lì ci sono dei luoghi meravigliosi ed un territorio bellissimo nel quale vado sempre con molto piacere”.

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di Redazione

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