Sassovivo, il rilancio passa dalle case sugli alberi. Acqua esportata anche in Qatar

Tanti i progetti in cantiere anche sul fronte scolastico e della salute, che pian piano stanno riconquistando i folignati. Il presidente Tacchi: “A primavera 2020 nuovo tipo di turismo"

Lo stabilimento delle Fonti di Sassovivo

La stagione sta giungendo al termine e il bilancio delle attività delle Fonti di Sassovivo è più che positivo. Con un passaparola sempre crescente ed una ritrovata voglia da parte dei folignati di vivere uno dei luoghi storici della montagna, con la sua acqua dalle miracolose proprietà, l’operazione rinascita Fonti di Sassovivo è ormai consolidata.

“Dall’avvio degli erogatori più di 3500 tessere sono state attivate, il che vuol dire che potenzialmente all’incirca 6000 persone bevono l’acqua di Sassovivo – dichiara Leonardo Tacchi, socio fondatore della Fonti Sassovivo Spa – ovviamente un buonissimo dato ma che deve migliorare sempre di più, tralasciando una fitta rete di ristoratori che hanno abbracciato la nostra causa. Tutti conoscono le qualità curative di quest’acqua e la sua storia, il nostro obiettivo era riaprire il cancello delle fonti e imbottigliare quest’acqua, ad oggi dobbiamo spargere più possibile la nostra operazione”.

In un’estate molto torrida l’attivazione dell’area pizzeria, insieme all’ormai collaudato parco giochi, ha rivitalizzato la zona antistante le Fonti proprio come nel passato. “L’acqua è stato solo il primo dei tasselli, il più importante ovviamente, ma questa zona per esempio è ricca di sentieri, ce ne sono circa dodici in parte già percorribili, di cui alcuni arrivano direttamente all’Abbazia, e altri da riaprire. Stiamo lavorando ad un’aula didattica, da poter inserire anche in progetti scolastici, oltre a casa Massenzi, la villetta appena sopra le fonti, al fine di crearci un centro fisioterapico per massaggi legato anche al discorso del termalismo. Un percorso benessere che possa essere utilizzato con sauna, bagno turco e idromassaggio proprio per un discorso curativo usando sempre l’acqua di Sassovivo”.

Da tempo l’area si è ripopolata di turisti, ciclisti e cittadini che la vivono a 360 gradi: l’ampio parcheggio, un luogo ristoro e la possibilità di riempire le proprie borracce con l’acqua ha fatto sì che le fonti di Sassovivo tornassero ad essere anche un punto di riferimento e di ritrovo per sportivi e non. “L’aumento di capitale approvato dai soci ha permesso a tutti noi di iniziare a lavorare su vari progetti che abbiamo per il futuro. In primis continuare ovviamente a valorizzare l’acqua, ad oggi abbiamo esportato delle bottiglie in Qatar oltre a realizzarle personalizzate per Brunello Cucinelli e la sua azienda, ma è tutta l’area che può divenire un punto nodale della nostra città e montagna. Sicuramente poi il rifugio di Casale Massenzi, a 900 metri di altitudine – continua Leonardo Tacchi -, l’idea è di ristrutturarlo e di farne un rifugio di montagna vero e proprio da dare in autogestione, un punto tappa e riferimento dove poter mangiare e dormire".

"Un altro tassello, ormai già pronto e che inaugureremo a primavera 2020 - anticipa - sono tre unità abitative sugli alberi per farne una ricettività a fini turistici, molto particolare per chi volesse vivere un’esperienza totale a contatto con il bosco. Nate inizialmente proprio come la classica casa sull’albero, poi trasformate in particolari tende sospese sugli alberi, già molto in voga nelle zone dolomitiche che senza dubbio attireranno un target molto particolare di turisti. Ultimo dei progetti, in collaborazione con il professor Mario Timio, l’idea di creare - conclude Tacchi - una sorta di cura e prevenzione per avvicinarsi con l’acqua, e con tutto l’area naturalistica che abbiamo a disposizione, ad un discorso salutistico”.   

Alessio Vissani

di Alessio Vissani

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