Foligno, il monito della curia alla comunità: “La nostra Chiesa mai privata di una guida”

La nomina di monsignor Gualtiero Sigismondi ad amministratore apostolico va verso una nuova idea di Diocesi: “Si ampliano le responsabilità di altri organi e dei fedeli”

Il vescovo Mons. Gualtiero Sigismondi (foto Vissani)

“La Chiesa che è in Foligno non è mai stata privata di una guida né di un indirizzo”. È quanto riferisce in una nota la curia vescovile, a seguito degli appelli lanciati da alcune associazioni cittadine che chiedevano certezze sul prossimo vescovo di Foligno. Nomina che però, al momento, non sarebbe contemplata da Papa Francesco, che ha deciso di lasciare la Diocesi nelle mani del pastore che l’ha guidata negli ultimi dodici anni.

Nonostante gli sia stata affidata la Diocesi di Orvieto-Todi, infatti, monsignor Gualtiero Sigismondi ricoprirà - com’è ormai noto - anche il ruolo di amministratore apostolico a Foligno, “con i diritti, le facoltà e gli obblighi - ribadiscono dalla curia - di un vescovo diocesano, a nome del Papa”. “La vita ecclesiale folignate, dunque - sottolineano dalla curia - prosegue serenamente e senza senso di smarrimento, in tutte le sue articolazioni. Il Santo Padre - ribadiscono - chiedendo al vescovo Gualtiero di restare alla sua guida senza limiti di tempo né di potestà, non ci lascia orfani, né ci priva di un pastore, ma anzi dimostra tutta la sua particolare attenzione”.

Come a monsignor Sigismondi, però, anche alla curia viene chiesta una più ampia responsabilità. In quest’ottica, un ruolo chiave a supporto dell’amministratore apostolico sarà svolto dal delegato ad omnia, monsignor Giovanni Nizzi, ma anche dal Collegio dei consultori, dal Consiglio Presbiterale e da quello pastorale. Così come gli stessi folignati sono chiamati ad animare responsabilmente la propria comunità, “consapevoli - dicono dalla curia - che il ruolo e la presenza della Chiesa nella società sono destinati a modificarsi, come anche l’assetto territoriale delle Diocesi umbre e italiane, chiuse in un particolarismo che ne indebolisce la missione, evidenziato già durante il pontificato di San Paolo VI e di nuovo da Papa Francesco”.

La sfida, dunque, è quella di tendere la mano ad una Chiesa “più snella, semplice e vivace, meno ancorata al clericalismo e più fiduciosa nelle capacità dei laici, meno mondana e presenzialista e costantemente solidale con gli ultimi”. L’appello della curia vescovile all’intera comunità, quindi, è a non lasciarsi sopraffare dalle voci circolate, che - spiegano - “maldestramente trattano i temi ecclesiali quasi fossero lotte politiche o rivendicazioni sindacali e, apparentemente ignare della vita quotidiana della comunità cristiana, creano disorientamento nei fedeli”. “A ben vedere - concludono - la nostra comunità cristiana ha potuto apprezzare in maniera ancor più evidente la paternità di Papa Francesco e del vescovo Gualtiero, chiamato ad allargare il suo cuore per stringere in un unico abbraccio i suoi figli di Orvieto-Todi, di Foligno e dell’Azione Cattolica nel percorso di rinnovamento della Chiesa”.

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di Maria Tripepi

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