Foligno, tra i rifiuti raccolti a Sterpete anche cellulari e documenti di 15 persone

Gli oggetti erano all'interno di una borsa: tutto è stato consegnato alle forze dell'ordine. La domenica di pulizia tra Sconfortour e Legambiente ha portato grandi risultati

Alcuni dei volontari impegnati nella raccolta dei rifiuti a Sterpete

C’era anche una borsa contenente documenti e oggetti appartenenti a più persone tra i rifiuti raccolti nella mattinata di domenica nell’area della pista ciclabile di Sterpete, a Foligno. A riferirlo Alex Trabalza, a capo del Movimento dello sconforto generale che, insieme alla sezione folignate di Legambiente guidata da Marco Novelli, ha organizzato e gestito l’iniziativa di pulizia che ha interessato la periferia della città della Quintana.

“Abbiamo recuperato una borsa sicuramente rubata - ha spiegato Trabalza - con dentro carte d’identità, codici fiscali, chiavi di casa, cellulari, occhiali, libretti per gli assegni e carte di credito di proprietà di almeno quindici o venti persone diverse”. Ritrovamento che ha fatto scattare immediatamente la chiamata alle forze dell’ordine, con una pattuglia della polizia giunta subito sul posto per recuperare quella che potrebbe essere - per dirla con le parole di Alex Trabalza - “lo scarto di un ‘bottino’ di qualche malvivente che non solo ruba, ma poi inquina pure”.

Tornando al grande lavoro di pulizia fatto dai volontari del Movimento dello sconforto generale, dai soci di Legambiente, dagli scout e dai cittadini, 50 i sacchi contenenti rifiuti che sono stati raccolti. Abbandonati nell’area in cui si trova la pista ciclabile di Sterpete, a pochi passi dall’ex campo container di via Parma oggetti di tutti i tipi: dai tavoli ai secchi, dalle stampanti ai frigoriferi e fino ad arrivare ad un’aspirapolvere e persino un wc. Oltre ovviamente alla solita plastica, ai tradizionali pneumatici ed agli ormai consueti scarti edili.

Una situazione di degrado purtroppo non nuova per quella zona. Già in passato, infatti, via Parma era finita sotto i riflettori perchè trasformata in una discarica a cielo aperto. Un vero e proprio scempio al quale un corposo gruppo di volontari ha voluto però mettere la parola fine. “Abbiamo portato a termine un'altra delle nostre tappe nel rispetto e tutela dell'ambiente, tutela di casa nostra, tutela del nostro futuro - ha commentato Alex Trabalza -. Ma senza un lavoro a catena non riusciremo mai a fermare questa piaga delle discariche abusive che tocca tutta la nostra regione. Quindi invito e inviterò - ha concluso - tutti gli amministratori a sedersi intorno ad un tavolo e trovare una quadra per interrompere questo sistema per il futuro nostro e dei più piccoli”.

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di Maria Tripepi

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