Foligno riparte: ecco come sono andate le prime ore post lockdown. GALLERY

Subito prenotazioni e clienti per i parrucchieri, a rilento invece il “nuovo inizio” dei ristoranti visto anche il giorno feriale. Fedeli presenti durante le prime funzioni religiose

La riapertura delle attività commerciali del 18 maggio (foto Vissani)

Un caffè al bancone del bar. Un piatto di pasta al ristorante durante la pausa pranzo. Piccoli segnali di un ritorno alla normalità. L'Umbria del post lockdown si è risvegliata con il cielo grigio, ma con la luce della speranza di un nuovo inizio. Dopo una domenica di attesa per i decreti governativi e per la pubblicazione dell'ordinanza regionale, la mattinata di lunedì è stata caratterizzata dalla riapertura delle tante attività commerciali che attendevano con ansia questo giorno. Un “rischio calcolato” come lo ha definito il premier Conte, perché il tremendo nemico del coronavirus non è ancora sconfitto. Ma nel frattempo le persone possono tornare, a poco a poco, a riappropriarsi della loro quotidianità. Dai primi tagli dal parrucchiere al commercio al dettaglio, anche a Foligno il primo giorno di ripartenza è stato caratterizzato dalle vecchie abitudini. Tutto, ovviamente, nel massimo rispetto delle norme  imposte dalle direttive condivise tra Stato e Regioni. Rimangono obbligatorie le mascherine nei posti al chiuso, così come rendere disponibili prodotti igienizzanti a chi entra. Sono riprese con regolarità anche le celebrazioni liturgiche, con i primi fedeli che si sono recati in chiesa già nel corso delle prime funzioni religiose della mattinata. Per quanto riguarda le attività economiche, la ripartenza è stata a due velocità. Subito prenotazioni e lavoro per parrucchieri e centri estetici (anche se in questo ultimo caso il rischio di riapertura posticipata un po' ha pesato), mentre per i ristoranti ed i negozi di abbigliamento la ripresa è stata più lenta. Chiaramente ad influire è stato anche il giorno della settimana. Per avere un'idea più chiara rispetto ai ristoranti, si dovrà aspettare almeno il fine settimana.

 

Fabio Luccioli

di Fabio Luccioli

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