Diagnostica per immagini private, la Usl2 impone le tariffe. Brugnoni: “Costretti ad aumentare”

Il gruppo che opera in campo sanitario protesta contro la scelta dell'Azienda guidata dal commissario De Fino: “Ora una risonanza costerà 130 euro a fronte degli 80 di prima”

Inaugurazione Centro medico "La Quintana"

Dal pubblico al privato, tariffe uguali per tutti. E' quanto stabilito dalla Usl2 dell'Umbria, attraverso una deliberazione firmata dal commissario straordinario lo scorso 7 aprile rispetto alle prestazioni specialistiche di diagnostica per immagini. Così, tutti i centri medici convenzionati con il Sistema sanitario regionale operanti nel territorio della Usl2, dovranno applicare anche ai pazienti che vogliono eseguire esami in forma privata, le stesse tariffe stabilite per le prestazioni eseguite in convenzione. Una decisione che fa storcere il naso a tutte quelle realtà che, prima di questa decisione, applicavano tariffe più basse ai propri pazienti. E' il caso del Brugnoni Group Sanità, che sul territorio della Usl2 opera con il centro medico La Quintana di Foligno. “Con questa decisione – spiegano in un comunicato dal Brugnoni Group - i pazienti che non intendono gravare sulle liste di attesa del Sistema sanitario regionale o che non possono attendere i tempi delle liste di attesa, si vedono oggi costretti a spendere per un esame di Risonanza magnetica circa 130 euro, a fronte degli 80 euro che venivano richiesti precedentemente nella struttura sanitaria di Foligno. La scelta di allineamento dei prezzi adottata dalla Asl – prosegue il comunicato - oltre a non rispondere ad alcuna logica, determina quindi un grave pregiudizio per i cittadini umbri, imponendo agli stessi un costo per l’accesso alla sanità privata incrementato di circa il 40%, con evidente compressione del diritto alla salute sancito dall’articolo 32 della Costituzione. Peraltro, l’innalzamento dei costi di accesso alla sanità privata, nel medio-lungo termine andrà a produrre, con ogni probabilità, anche un incremento ed una inevitabile congestione delle liste di attesa pubbliche e minore capacità di risposta alla domanda sanitaria. Tale obbligo contrattuale imposto dall’Asl Umbria 2 comporta, inoltre, una ingiustificata limitazione del principio costituzionale di libera iniziativa economica sancito dall’art. 41 della Costituzione a mente del quale 'l’iniziativa economica privata è libera'. Il Centro Medico La Quintana – conclude la nota - si scusa con i propri pazienti e con tutti i cittadini umbri che dovranno subire un aumento del costo delle prestazioni dettato da scelte istituzionali che divergono dai principi fino ad ora applicati dalla struttura”.

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di Redazione

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