Movida, a Foligno vertice sul Dpcm. Papandrea (InCentro): “Nuova sfida, siamo pronti”

A preoccupare maggiormente le misure per quei locali che hanno poche sedute. Amoni (Confcommercio): “Colpiti sempre i più deboli. Serve una soluzione e la collaborazione di tutti”

Una foto d'archivio della movida di Foligno (Alessio Vissani)

A Foligno si torna a parlare di movida. Dopo gli incontri delle scorse settimane tra Comune e associazioni di categoria alla ricerca di una quadra per affrontare al meglio la stagione invernale, ora, a rendere la discussione più stringente sono le norme contenute all’interno del nuovo Dpcm firmato dal premier Giuseppe Conte in vigore da mercoledì 14 ottobre. Norme che tengono conto dell’aumento dei contagi registrato a livello nazionale in queste settimane e volte ad scongiurare un nuovo lockdown. All’interno del documento disposizioni generali sui comportamenti dei cittadini, ma anche una stretta sui locali, a cominciare dalla chiusura di bar e ristoranti a mezzanotte.

Ma ciò che più preoccupa è lo stop alla vendita di cibi e bevande dopo le 21 se consumate in piedi e la chiusura, allo stesso orario, per quelle attività che non hanno tavoli. Un problema che tocca, soprattutto, le realtà più piccole e rispetto alle quali, a Foligno, si sta cercando di trovare una soluzione. In quest’ottica per quest’oggi, giovedì 15 ottobre, è in agenda un consiglio del consorzio InCentro, alla presenza anche di Confcommercio.

Al centro del dibattito le nuove disposizioni, prima di un nuovo vertice con l’amministrazione comunale. Ci aspettavamo nuove restrizioni - commenta Giorgio Papandrea del consorzio InCentro - visto l’andamento epidemiologico, ma siamo pronti ad affrontare questa nuova sfida. Anche perché - ha sottolineato - già dalla riapertura lo scorso mese di maggio ci siamo ritrovati a dover rispettare tutta una serie di regole che continuiamo a portare avanti tutt’ora. Regole rispettate anche dai clienti, tant’è che non ci sono notizie di contagi avvenuti all’interno di locali. Per bar e ristoranti cambierà poco con la chiusura a mezzanotte, mentre si pone un problema per quei locali che hanno pochi posti a sedere all’interno”.

L’ipotesi è sempre la stessa: individuare delle soluzioni esterne per poter garantire maggiori posti a sedere ai locali più piccoli. “Tenendo conto - ha commentato Papandrea - delle esigenze di tutti gli esercenti che operano in centro storico e dei residenti”.

Più netta la posizione di Confcommercio. “Ancora una volta sono stati colpiti i più deboli” ha commentato il presidente Aldo Amoni, proseguendo: “lancio un appello a tutte le parti in gioco affinché si lavori insieme per trovare una soluzione per queste attività con l’individuazione di spazi esterni”. Soluzione che per Amoni potrebbe risiedere anche in strutture da fissare ai muri dei palazzi e da “tirare giù” quando necessario. “In questo modo - ha spiegato - si potrebbero risolvere i problemi di quei locali che insistono sulle vie in cui è presente la ztl”.

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di Maria Tripepi

Commenti

Si legge che il presidente di Confcommercio vorrebbe far fissare strutture sui muri delle facciate dei palazzi non tenendo conto del diritto dei proprietari ad opporsi a soluzioni di questo tipo. Amoni può disporre certamente delle sue proprietà non certo di quelle degli altri.

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