Montefalco, maggioranza dà ok a rendiconto e piano di rientro ma c’è un esposto in Procura

Opposizione all’attacco, Riommi: “Mancano le certificazioni dei residui attivi. Serve l’adozione di un piano di riequilibrio finanziario pluriennale per risanare”

La piazza del Comune di Montefalco (foto d'archivio)

L’adozione di un piano di riequilibrio finanziario pluriennale, spalmato cioè su un arco temporale di 15 anni, e un appello agli organi istituzionali a tutti i livelli affinché affianchino Montefalco nel percorso di risalita dopo l’accertamento tecnico di un disavanzo di 4.225.719,75 euro. È quanto chiede il gruppo di opposizione SiAmo Montefalco, coordinato da Vincenzo Riommi, a poco più di 24 ore dall’approvazione in consiglio comunale del rendiconto di gestione 2019.

Rendiconto passato con il solo voto favorevole della maggioranza di governo e bocciato, invece, dalla minoranza, che giovedì mattina ha indetto una videoconferenza per ribadire la sua contrarietà all’operato dell’amministrazione comunale. Conferenza ospitata sulle piattaforme digitali del Pd regionale e anche ha visto la presenza, oltre degli esponenti di SiAmo Montefalco, anche dell’onorevole dem Walter Verini e dei consiglieri regionali Pd Tommaso Bori e Michele Bacchetta e del pentastellato Thomas De Luca.

Contrarietà non solo per quanto riguarda l’approvazione del rendiconto di gestione 2019 ma anche il piano di risanamento che andrebbe “applicato ad un bilancio di previsione che - ha spiegato Vincenzo Riommi - il Comune di Montefalco non ha ancora adottato e che, per stessa ammissione dell’amministrazione, non basterà ad assumere il nuovo indirizzo finanziario di lungo periodo”.

Per il capogruppo di Siamo Montefalco, dunque, ci si avvia all’approvazione il prossimo mese di settembre, quando cioè scadranno i termini per la presentazione del bilancio, di una proposta di piano di riequilibrio pluriennale che dovrà poi passare al vaglio degli organi competenti che ne dovranno valutare la tenuta. Soluzione auspicata dall’opposizione, che spiega come sia più verosimile avviare un percorso di risanamento che prevede un recupero di cifre dell’ordine di 100mila euro annui su un più lungo lasso di tempo piuttosto che i 900mila euro messi nero su bianco dall’amministrazione guidata da Luigi Titta. “In questo modo - ha proseguito Riommi - si ha la possibilità di risanare il disavanzo da un lato e contemporaneamente permettere all’amministrazione comunale di ripartire da zero. Anche perchè - ha sottolineato - si tratta di un conto salato che, economicamente, ricadrà sulle spalle di cittadini ed imprese, per cui occorre l’adozione di una soluzione che sia il più sostenibile possibile e che non pregiudichi le prospettive di sviluppo della città”. 

Bocciate, quindi, le manovre di risanamento previste dalla maggioranza che vanno, secondo quanto ribadito da SiAmo Montefalco, dall’aumento di tasse e tariffe alla vendita dell’intero patrimonio comunale e fino ad arrivare al taglio di tutte quelle spese che la legge non considera obbligatorie, “come ad esempio - dichiara Riommi - la manutenzione del territorio”.

La minoranza parla dunque di cattiva amministrazione nel periodo 2010-2018, ma anche di “violazione delle regole che disciplinano l’attività amministrativa e contabile dell’Ente”. Secondo quanto spiegato dal capogruppo di SiAmo Montefalco, infatti, il “buco” è venuto fuori solo nel 2019 quando, cioè, “il nuovo dirigente finanziario dell’ente ha eliminato oltre 4 milioni di residui attivi. Risorse che era stato detto, al 31 dicembre 2018, il Comune avrebbe dovuto riscuotere, diversamente da quanto poi emerso. Cifre che si sarebbero potute ascrivere al bilancio solo dopo apposite certificazioni, delle quali - ha però denunciato la minoranza di governo - ad oggi non c’è traccia, come dichiarato dall’attuale dirigente finanziario dell’Ente. Delle due l’una - ha concluso Riommi -: o quelle certificazioni non sono mai esistite, o qualcuno le ha fatte sparire. Quello che è certo è che non ci sono. Se così fosse si tratterebbe di un artifizio che, se confermato, si tradurrebbe in una violazione delle regole”. E su questo fronte è stato presentato un esposto sia alla Corte dei Conti da parte della stessa opposizione che, in via cautelativa, alla Procura della Repubblica dal dirigente finanziario.

Nel corso della videoconferenza chiamato in causa anche l’ex sindaco di Montefalco ed attuale presidente della Regione, Donatella Tesei. “Venga a riferire in aula - hanno detto gli esponenti di minoranza in consiglio regionale Bori, Bettarelli e De Luca - sull’enorme voragine del bilancio che si è creata quando lei era sindaco di quel Comune”.

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di Maria Tripepi

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