Montefalco, slitta il consiglio comunale sul dissesto finanziario

La seduta della massima assise cittadina prevista per il pomeriggio di venerdì è stata rinviata alla mattinata di sabato. La minoranza: “Comportamento inaccettabile”

Il Comune di Montefalco

Slitta la seduta del consiglio comunale di Montefalco con all’ordine del giorno la presentazione del dissesto finanziario. La massima assise cittadina, infatti, si sarebbe dovuta riunire venerdì 30 ottobre, alle 18, ma nella giornata di giovedì 29 è stato annunciato il rinvio.

Un rinvio che ha fatto andare all’attacco l’opposizione di SiAmo Montefalco. La variazione, fanno sapere dalla minoranza, si è resa necessaria in virtù del ritardo con cui la relazione dell’organo di Revisione dei Conti è arrivata in Comune, e cioè “soltanto - spiegano - nella giornata di mercoledì”, quando invece l’articolo 7 del regolamento del consiglio comunale prevede che “i documenti in discussione vengano forniti ai consiglieri con almeno tre giorni lavorativi (e dunque utili) di anticipo rispetto alla data della seduta consiliare”. Un ritardo che, come detto, non è andato giù all’opposizione. “Il modo in cui si sta comportando l’amministrazione è veramente inaccettabile - hanno dichiarato -. Hanno avuto tutto il tempo per fare gli atti e trasmetterli a chi di competenza, ma si sono ridotti come sempre all’ultimo secondo”.

Da qui, dunque, la richiesta di rinvio della seduta della massima assise cittadina, “al fine - ribadiscono i consiglieri di SiAmo Montefalco - di avere più tempo a disposizione per esaminare gli atti”. Un rinvio che dall’opposizione avrebbero voluto per lunedì 2 novembre, nel rispetto dei tre giorni canonici, salvo poi venire a sapere che la convocazione è, invece, per sabato 31 ottobre alle 11. "Con un'eventuale riunione di seconda convocazione - si legge nella comunicazione inviata dal Comune - per il prossimo lunedì 2 novembre, alle 9".

“Appreso che la maggioranza intendesse rinviare la seduta di appena 12 ore - sottolineano - in conferenza dei capigruppo si è verbalizzato che la data proposta del 31 non consentiva di rispettare i tre giorni (liberi) di anticipo previsti dal regolamento del consiglio comunale”. “L’operato dell’amministrazione - concludono quindi dalla minoranza - si palesa come l’ennesimo smacco alle regole, nonché il frutto di quel pressappochismo che ha condotto il Comune al dissesto e che, sprezzante della gravità della cosa, ora vorrebbe sbrigare la pratica quasi come se fosse una passeggiata di salute”.

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di Redazione

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